La neve che cambia il ritmo
Nelle ultime ore la neve è tornata a cadere con decisione sulle Dolomiti e sul Cadore. Una nevicata abbondante, di quelle che rallentano i movimenti e chiedono attenzione sulle strade, tra ghiaccio e condizioni più impegnative per chi si sposta in montagna. Ma è anche la neve che restituisce al paesaggio il suo volto più vero, fatto di silenzi, luci chiare ed un passo più lento.
Un inverno che prepara qualcosa di grande
Questa cornice invernale accompagna settimane particolari, quelle che precedono l’inizio delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Si avverte che manca sempre meno, non tanto nei numeri o nelle date, ma nell’aria: l’inverno è arrivato davvero e queste montagne stanno tornando al centro di tutto.
Sci, fondo e piccole aperture quotidiane
Oltre agli impianti sciistici facilmente raggiungibili, come Auronzo, Misurina ed i Forni, la neve caduta in questi giorni ha permesso anche la riapertura della pista da fondo di Lorenzago. Nella Pineta, metro dopo metro, è stato reso fruibile un anello di circa 2 chilometri. Un percorso semplice, raccolto, che invita sia chi pratica lo sci di fondo abitualmente sia chi desidera provarlo senza fretta, immerso in un contesto naturale ed autentico.
Il passaggio della fiaccola
In questo clima si è inserito anche il passaggio della fiaccola olimpica. Un momento simbolico, ma sentito, che ha attraversato il Bellunese ed le valli dolomitiche, toccando anche località come Longarone prima di salire verso Cortina. Un passaggio che parla di memoria, di comunità e di un legame profondo tra questi luoghi e la storia dello sport invernale.
Tra difficoltà ed entusiasmo
Nonostante la neve e le difficoltà legate alla viabilità, la staffetta ha continuato il suo viaggio. Paesi, persone, tedofori e volontari si sono ritrovati lungo il percorso, in un clima fatto più di partecipazione che di clamore. È così che qui si vive l’attesa delle Olimpiadi: senza rumore, ma con la consapevolezza di farne parte.

